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Paragrafo 9 . L'impero austro-ungarico verso una crisi irreversibile.

     
L'impero  austro-ungarico era uno stato tutt'altro  che  uniforme.  La
parte austriaca, economicamente pi sviluppata grazie alla presenza di
aree  ad  elevato  sviluppo industriale nella regione  viennese  e  in
Boemia, era anche politicamente pi avanzata. Nel 1907, due importanti
partiti   di   massa,   il   partito   cristiano-sociale   e    quello
socialdemocratico,  in  seguito anche all'introduzione  del  suffragio
universale,   diventarono  le  pi  forti  formazioni  politiche   del
parlamento   austriaco.   Nella  parte  ungherese   prevaleva   ancora
l'economia agricola e il sistema politico si incentrava sul predominio
dell'aristocrazia  magiara, favorita dal mantenimento  di  un  sistema
elettorale basato sul censo.
     Causa  non  solo  di  frammentazione ma  di  crisi  irreversibile
dell'intera  compagine  imperiale erano  i  conflitti  nazionalistici,
determinati dall'aspirazione all'autonomia e all'indipendenza da parte
delle  varie nazionalit sottoposte al dominio austro-ungarico  e  dai
numerosi  contrasti  interetnici. Il nazionalismo era  particolarmente
acceso  presso  le popolazioni slave, penalizzate dal compromesso  che
nel 1867 aveva portato alla formazione dell'impero austro-ungarico.  A
partire  dalla  fine  dell'Ottocento, presso  gli  slavi  della  parte
austriaca  si  diffuse  il  movimento  dei  "giovani  cechi",   deciso
sostenitore  dell'indipendenza. Nella parte ungherese, i  nazionalisti
serbi e croati miravano
     
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     alla  formazione  di  uno  stato slavo  indipendente,  appoggiati
dalla  Serbia,  a sua volta sostenuta dalla Russia. La  situazione  si
aggrav   nel   1908,  in  seguito  all'annessione  della   Bosnia   e
dell'Erzegovina  all'impero  austro-ungarico,  che  fece  crescere  il
numero  degli slavi sottoposti alla dominazione austriaca e  rese  pi
tesi  i rapporti tra Austria e Serbia, che veniva cos privata  di  un
possibile sbocco sul mare.
